Centenario dell’Armistizio a Saint Cyr sur Mer

Sentita commemorazione quelli di oggi a Saint Cyr sur Mer per il centenario della firma dell’ armistizio a conclusione della Prima Guerra Mondiale.
In ricordo delle vittime francesi sono state deposte corone e fiori al monumento ai caduti collocato sotto il municipio,
Alla cerimonia, presenziata dal Sindaco di Saint Cyr sur Mer Philippe Barthelemy, hanno partecipato anche il Sindaco di Denzlingen, Markus Hollemann, ed il nostro Sindaco, Fausto Scricciolo, che nel suo discorso ha rivolto un messaggio di fratellanza e di pace.

Di seguito il testo integrale

Caro amico e fratello Philippe,
caro amico e fratello Markus,
cari amici e fratelli di Saint Cyr sur Mer e Denzlingen,
abbiamo da poco festeggiato e celebrato i 25 anni di gemellaggio ed è stata una delle tante occasioni di festa che abbiamo condiviso insieme in questi anni. Momenti piacevoli e significativi che, nei tanti incontri, hanno cementato un legame forte e indissolubile tra le nostre città.

Giorno dopo giorno, mattone dopo mattone, stiamo costruendo la nostra casa comune che è fatta soprattutto di comprensione, di solidarietà e di rapporti umani. Abbiamo imparato a stimarci e rispettarci, queste sono le vere fondamenta su cui erigere l’Europa ed il bene supremo della pace.

Pace, una parola che, nella celebrazione odierna, è premessa, contenuto e finalità. E’ la pace in assoluto il motivo che più di ogni altro ci ha spinto a ricercare il dialogo ed il sentimento di fratellanza che oggi ci accomuna.

Cento anni fa si chiudeva una delle pagine più tragiche dell’esistenza umana. Non sono state sufficienti quelle macerie e quel dolore per istruirci alla fratellanza e all’amore. L’odio e la barbarie hanno continuato e continuano ad incombere sulle nostre vite.

Per questo è fondamentale che si continuino a coltivare i sentimenti e gli affetti, tra le persone e tra i popoli. Noi lo facciamo attraverso il gemellaggio. Per tutto ciò, oggi, noi dobbiamo sentirci orgogliosi di essere qui e sentirci testimoni di pace. Per questo vi ringrazio tutti dal più profondo del cuore.

Quando ero piccolo, passando davanti alla lapide dei tanti caduti della grande guerra, alzavo la testa e leggevo i cognomi e nomi dei Pievesi morti. I miei nonni erano due “ragazzi del ’99” chiamati in guerra a diciassette anni. I loro nomi non sono su quella lapide ed io oggi sono qui con voi che avete avuto la mia stessa fortuna.

Le vite dei nostri futuri nipoti non possono dipendere dalla stupidità umana, in special modo dalla nostra. Per questo oggi siamo qui, consapevoli di scrivere una pagina che parla di amicizia, di fratellanza e di pace.

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