A Città della Pieve torna il Pronto Soccorso “avanzato”, il sindaco «restituiamo alla comunità certezze e dignità»

A Città della Pieve torna il Pronto Soccorso. L’annuncio più atteso dalla comunità e dal Comune di Città della Pieve è arrivato oggi 5 dicembre, comunicato dall’assessore regionale alla Sanità Luca Barberini in esito alla firma della delibera di Giunta Regionale. La struttura d’emergenza-urgenza dell’ex ospedale Beato Giacomo Villa avrà così le caratteristiche e le dotazioni per rientrare a tutti gli effetti nei parametri del «Pronto Soccorso Avanzato».  

Una postazione in diretto collegamento con la struttura del Santa Maria della Misericordia e del 118 regionale. I dettagli verranno definiti nelle prossime ore ma si tratta ormai di formalità attuative, rispetto ad una decisione definitiva e determinante assunta dai vertici sanitari regionali.

«Oggi restituiamo alla Città non solo quelle certezze che faranno sentire i suoi cittadini e i suoi visitatori più al sicuro, ma gli rendiamo dignità e centralitàla parole del sindaco di Città della Pieve, Fausto Scricciolo -. Questo territorio torna ad avere un Pronto Soccorso e noi amministratori sentiamo di aver fatto tutto quanto era necessario e possibile per rispettare il mandato che quattro anni e mezzo fa ci hanno dato i cittadini. Un risultato che non è certamente frutto di un braccio di ferro tra istituzioni ma del dialogo e della continua ricerca di possibilità per andare incontro alle esigenze e alle richieste di servizi primari come quello dell’emergenza-urgenza. Perché gli Enti – tutti, e quindi il Comune come la Regione, e come l’Azienda sanitaria regionale – hanno a cuore l’interesse e il bene delle proprie comunità e lavorano seriamente per cercare le soluzioni. Che in questo caso sono arrivate e in tempi anche ragionevoli, se si pensa che si stava attuando un processo grande come la riorganizzazione completa dell’offerta sanitaria nel nostro Comune. Oggi per noi è una giornata importante. Anche di conferme rispetto al nostro operato, che non sarebbe stato tale se il nostro più recente documento sulla sanità non avesse ricevuto il sostegno da tutti i comuni dell’Unione del Trasimeno».

 

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