Città della Pieve, tra Etruschi e Paesaggio candidata a Capitale Italiana della Cultura 2020 con Montepulciano

Anche Città della Pieve farà parte del progetto di candidatura  a Capitale Italiana della Cultura 2020 lanciato da Montepulciano. Due Regioni, due Province (Siena e Perugia) e cinque Comuni (Montepulciano, Chiusi, Torrita di Siena, Castiglione del Lago e appunto Città della Pieve) parte di un territorio ampio, di confine, che non ha mai dimenticato le proprie comuni origini, quello che affaccia sulla Val di Chiana, che unisce il sud della Toscana e l’area del Trasimeno. La strategia con la quale si presenterà alla sfida sarà decisa in concerto dalle quattro amministrazioni comunali in accordo con la Fondazione cantiere internazionale d’arte, l’istituzione che si è occupata di preparare il dossier che è stato presentato al Mibact.  
 
E’ stato annunciato ufficialmente questa mattina a Città della Pieve nell’ambito della conferenza pubblica su “Città della Pieve e il paesaggio” che si è tenuta a Palazzo Corgna alla presenza della Soprintendente dell’Umbria Marica Mercalli, dell’assessore regionale alla Cultura e Agricoltura Fernanda Cecchini e dei funzionari di regione e soprintendenza che hanno seguito l’iter del ritrovamento e dell’esposizione dei reperti della Tomba Etrusca di Laris (importante ritrovamento del 2015 qui a Città della Pieve). A fare gli onori di casa il sindaco Fausto Scricciolo e l’assessore alla cultura Carmine Pugliese, ospiti anche gli operatori di Sistema Museo che gestisce il circuito museale integrato delle “Terre del Perugino” (Panicale, Paciano, Piegaro e Città della Pieve). 
 
Scricciolo ha annunciato i progetti a sostegno delle realtà museali ed espositive di Città della Pieve, che vanno da Palazzo Corgna al Museo civico diocesano di Santa Maria dei Servi. «E’ intenzione dell’Amministrazione – ha spiegato –  reperire fondi anche per intervenire sulla cinta muraria per migliorare accessibilità e decoro e qualità urbana, per qualificare e arricchire la città e implementare l’attività di promozione di questo patrimonio culturale». Del resto, come spiegato dall’assessore Pugliese, «ci troviamo in una zona crocevia, l’ Etruria, che oggi è divisa fra tre Regioni e noi qui siamo in questo cuore centrale tutto caratterizzato da insediamenti di epoca etrusca e riuscire a creare una rete potrebbe essere un bell’esempio di collaborazione transfrontaliera. Presto entreremo a far parte di un circuito turistico legato a questo specifico settore».
 
E nell’ambito della conferenza è stato presentato dall’archeologo della Soprintendenza, Altamore, tutto il lavoro svolto sulla Tomba di Laris e la grande quantità di reperti raccolti, «Scoperta straordinaria», l’ha definita l’esperto della Soprintendenza che ha illustrato puntualmente ogni reperto rinvenuto e restaurato. «C’è chi sta studiando reperti – ha detto la funzionaria Pinna della Regione Umbria – chi sta progettando il loro allestimento, chi attraverso il lavoro generato dalle risorse pubbliche assolve al servizio verso il cittadino. Un continuum dallo scavo alla fruizione». 
 
«Città della Pieve – ha concluso l’assessore Cecchini –  ha avuto il privilegio di entrare a far parte della Via degli Etruschi e questo comporta progetti ambiziosi ma concreti e anche la necessità di risorse. Ma questo fatto va a risolvere anche la questione dei confini geografici, che la storia delinea con itinerari che vanno aldilà di quelli imposti dalle istituzioni e dalla storia più recente. Città della Pieve è dentro le aree interne ma è anche dentro il Trasimeno. Questo significa avere delle chance maggiori, per una delle aree di maggior pregio dell’Umbria. Per il Trasimeno c’è bisogno di rimettere in fila le priorità, tra cui quella delle infrastrutture. Da questo punto di vista anche all’interno dell’Iti ogni Comune ha concordato progetti strategici e questi saranno finanziati alcuni attraverso Piani sviluppo rurale altri attraverso il Gal. Laddove c’è la consapevolezza dei sindaci di individuare le priorità allora su quelle si ricercano le risorse e le Istituzioni sono al lavoro per questo».
 
 

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