Comunicato Stampa de “Il Riccio” in risposta al Comune di Città della Pieve in merito all’articolo pubblicato il 18 ottobre 2018: “Campo sportivo di Ponticelli, dai controlli nessun elemento preoccupante”

L’Associazione di salvaguardia ambientale “Il Riccio” è stata sollecitata da alcuni cittadini di Ponticelli, domiciliati nelle vie adiacenti il campo sportivo e l’impianto industriale ex Metal Moda, ex Metal Locks, a verificare lo stato di salute delle matrici ambientali della zona, a seguito di un aumento inusuale, soprattutto negli ultimi anni, di patologie tumorali e neurodegenerative degli abitanti di via Strada di Salci e via della Stazione.

Partendo da fatti noti, quali l’interramento a Pontcelli, nella metà degli anni ’80, di 25.000 metri cubi di ceneri tossiche provenienti da La Spezia e Vado Ligure nell’area su cui insiste il campo sportivo, ed altresì il sito della ex Metal Moda segnalato a forte presunzione di contaminazione, (come riportato nel Supplemento straordinario del Bollettino Ufficiale della Regione Umbria – serie generale – n. 36 del 1 settembre 2004), a causa di sversamenti di metalli pesanti (cadmio, rame, cromo, zinco) e cianuri, scaricati in modo non autorizzato nel fosso “Pompeo” direttamente confluente nel fiume Chiani, per cui la Regione ipotizzò una contaminazione delle matrici suolo, acque superficiali ed acque sotterranee, con la previsione di un’indagine preventivata pari ad Euro 55.800. Gli esiti di tale indagine non sono a noi noti.

Premesso ciò, abbiamo inoltrato al Comune di Città della Pieve l’istanza per accesso agli atti, con estrazione di copia, relativi alle ceneri su cui sorge il campo sportivo di Ponticelli.

Il 18 ottobre il Comune di Città della Pieve pubblica un articolo che chiama in causa il Riccio, nel quale si invita l’Associazione al “senso di responsabilità. Persino nella totale assenza di buonafede (ahinoi!) nei confronti dei propositi dell’Ente basterebbe una maggiore attenzione alle comunicazioni e agli atti già trasmessi – a seguito di precedenti accessi – per sgravare la P.A. da onerose e ripetitive attività amministrative, evitando di generare ulteriori preoccupazioni, allo stato infondate”.

Inoltre riportano la notizia, appresa dalla stampa, che Il Riccio abbia annunciato l’incarico ad un esperto per valutare la situazione ambientale e sanitaria di quei luoghi.

Fermo restando che, l’Associazione, seppur con un certo sforzo, non riesce a capire cosa gli venga contestato e quale sia l’obiettivo di questo articolo. Che sia stata richiesta copia della documentazione? Come ben prevede il diritto in materia di accessibilità alle “informazioni ambientali” di cui la P.A. è debitrice dell’informazione richiesta, la ratio della previsione normativa è quella di garantire la massima trasparenza alle informazioni suddette. Richiedere di accedere agli atti non è sinonimo di dequalificazione o screditamento dell’azione amministrativa sul tema, al contrario, vuole essere un potenziamento del monitoraggio delle matrici ambientali locali, nell’ottica di una comune tutela e salvaguardia eco-sistemica, che come premesso, non si ferma alle sole ceneri, ma vuole essere un punto di partenza per un’analisi dello stato di salute del territorio, al fine di conservarlo, migliorarlo e preservarlo, anche per le generazioni future.

Si contestano “onerose e ripetitive attività amministrative” facendo riferimento ad “atti già trasmessi a seguito di precedenti accessi”. Lo stato di fatto è che noi non abbiamo alcun documento trasmesso ad oggi e per questo siamo al terzo accesso atti.

Teniamo a sottolineare che il secondo accesso atti è stato formulato nell’ufficio tecnico del Comune e con il suo supporto, per evitare ulteriori perdite di tempo da ambo le parti, concentrando le specifiche della richiesta proprio in base alla documentazione in possesso dell’Amministrazione e nonostante questa accortezza, la risposta per mezzo PEC, è stata che la richiesta si rilevava comunque troppo generica per evaderla.

A seguito di questo siamo nuovamente tornati in Comune per chiedere spiegazioni e come formulare (per la terza volta) una richiesta che fosse sufficientemente circostanziata, tenendo in considerazione che il cittadino non può essere a conoscenza degli specifici documenti in possesso della P.A., anche questa terza richiesta è stata letteralmente dettata dagli uffici comunali.

Si precisa inoltre che l’articolo pubblicato dal Comune rinvia ad una sua precedente comunicazione, datata 23 maggio 2017, in cui si afferma che ARPA Umbria dichiara che nelle analisi delle acque sotterranee di cinque pozzi a valle e prossimi all’area del campo sportivo, non vengono rilevati superamenti delle soglie di contaminazione previste dal D.L.152/2006 e dei parametri del D.Lgs. 31/2001, citando una serie di elementi indagati, privi sia dei valori, sia dei punti e delle modalità di prelievo.

Ed ancora rispetto all’incarico dato ad esperti per valutare la situazione ambientale e sanitaria dei luoghi, come già riportato giorni fa all’Assessore all’Ambiente, Catia Buiarelli, noi al momento non abbiamo direttamente dato alcun incarico, quindi non vediamo perchè, a distanza di giorni, sia stata riportata una notizia non vera e che abbiamo avuto noi cura di smentire.

Chiariti questi punti, constatiamo che a mezzo social, il Sindaco, Fausto Scricciolo, ha ritenuto opportuno specificare in merito a questo articolo, che ha suscitato una reazione accesa di diversi cittadini di Ponticelli, che “la confusione sia nata probabilmente dai tanti canali dell’Amministrazione attivati in modo disgiunto e che non si è riusciti a coordinare (assessorato – ufficio tecnico – responsabile trasparenza). Mi assumo la colpa di questo, come del tono dell’articolo che si rammaricava della scarsa fiducia rilevata in comunicazioni già date. Nei prossimi giorni il fascicolo sarà comunque disponibile.”

A questo punto, attendiamo fiduciosi.

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