Contro la violenza sulle donne… una panchina rossa per non dimenticare

Anche Città della Pieve partecipa all’iniziativa che vedrà l’amministrazione comunale e i ragazzi del Vannucci dipingere una panchina di colore rosso: “un simbolo per riflettere  rispetto a un fenomeno che ci coinvolge fortemente come enti, istituzioni e mondo dell’associazionismo. Da questo progetto occorre creare una nuova cultura che deve partire dalle scuole”. Un modo per tenere alti i riflettori sulla violenza di genere un fenomeno che allarma e sul quale, non solo il 25 novembre giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è fondamentale la mobilitazione generale. 

E proprio il 25 novembre a Palazzo Corgna si è svolta l’iniziativa “Di genere si muore se, di genere, non si educa”, organizzatori: Amministrazione Comunale Città della Pieve, Associazione Donne La Rosa, Rosa Rete operativa sostegno antiviolenza Punto di Ascolto; con il Patrocinio del Centro per le Pari Opportunità Regione Umbria, Telefono Donne 800861126, Biblioteca delle donna Claudia Cipollone. Il Sindaco, Fausto Scricciolo, nel rivolgere il saluto ai numerosi presenti esprime soddisfazione per il lavoro svolto dal Punto di Ascolto. 

L’Assessore Barbara Paggetti  ha ricordato che “purtroppo il fenomeno della violenza sulle donne è in continuo aumento  e nessuna comunità è immune, si pensi ad esempio che l’Umbria detiene il triste primato nazionale, con il 7,8% dei casi di femminicidio.  Per il 76%  l’assassinio matura in rapporti affettivi consolidati nel tempo.  Elemento fondamentale risulta quindi l’agire sul fattore culturale, sulle nuove generazioni, il formare personale capace di comprendere ogni caso, ogni segnalazione, in grado di non confondere liti coniugali con violenza contro la donna. Il Punto di Ascolto pievese è aperto al pubblico il lunedì ed il giovedì dalle 15.00 alle 17.00 ed è attivo un numero fisso ed un cellulare h. 24 dove possono essere effettuate anche segnalazioni anonime. Altro aspetto sostanziale, la sensibilizzazione delle nuove generazioni, per questo, in questa sede  verrà presentato il Progetto In – Differenza rivolto agli studenti dell’Istituto di Istruzione Secondaria di Primo Grado del locale Comprensivo “Pietro Vannucci”. Il Progetto sarà pubblicizzato anche dal Consiglio Comunale dei ragazzi che si è insediato la mattina del 25 novembre ed ha eletto Sindaco proprio una ragazzina, Anita Verdacchi. Per la prima volta Città della Pieve ha un sindaco donna, anche se tra i piccoli”.

La Presidente dell’Associazione Donne La ROSA,  ricorda che la violenza di genere interessa tre differenti aspetti: violenza fisica, psicologica, economica, tutti molto gravi ma l’ultimo è quello maggiormente incastrante per la donna che non dispone  dei mezzi finanziari per liberare lei e i figli dalla morsa della costrizione. A questi aspetti si aggiunge la non meno grave violenza assistita, quella che subiscono i figli costretti ad assistere a continui atti violenti nei confronti della mamma da considerare tale situazione addirittura normalità. Compito dei Punti di Ascolto: aiutare a denunciare le violenze, costruire una rete,. cambiare le mentalità. Dobbiamo riuscire a far passare il concetto della normalità riguardo all’uguaglianza fra i generi.

Mario Marco Marroni a nome dell’Istituto Comprensivo “Pietro Vannucci” di Città della Pieve, sottolinea l’ottimo clima di collaborazione dell’Istituto con l’Amministrazione Comunale e con le Associazioni del territorio, e quindi dichiara che la scuola  è pronta ad accogliere con piacere l’idea di progettare insieme per andare oltre quanto la scuola già fa con la formazione obbligatoria dei  docenti sul tema e con la pluriennale realizzazione del Progetto Minerva, proposto dalla stessa Amministrazione Comunale. Il Progetto oggi presentato sarà tanto più valido e rispondente agli scopi quanto più frutto di un confronto finalizzato alla comprensione del fenomeno prima della sua eclatante manifestazione. Fondamentale quindi concordare modi, scelte, strade, strategie adeguate allo scopo. Anticipare le situazioni, riuscire a vedere in anticipo le difficoltà e correre ai ripari prima che sia troppo tardi.

Questo anche lo scopo dell’Amministrazione Comunale, ribadisce l’Assessore ai Servizi Sociali che ricorda l’impegno, del proprio assessorato, rivolto all’educazione all’affettività.

Il  momento sicuramente più emozionante dell’iniziativa, la dedica del Punto di Ascolto alla memoria di Maria Teresa Bricca, giovane pievese vittima di violenza. A Benito Verdacchi, zio di Maria Teresa, il compito di ricordare l’amata nipote. Mentre scorrono alcune immagini di Maria Teresa, Benito traccia un profilo della sfortunata giovane. Il suo assassino abitava infatti sopra al suo appartamento e con una scusa banale riuscì  ad intromettersi nella sua abitazione e, non corrisposto, la uccise. Era l’11 ottobre 1977, Maria Teresa dopo un mese avrebbe compiuto 25 anni.  A Gianni Fanfano, un suo caro amico, il compito di trasportaci nella Pieve degli anni della loro giovinezza, di presentarci la Maria Teresa cittadina, impegnata socialmente e politicamente.

L’incontro ha termine sulle parole della canzone “Vietato morire” di Ermal Meta, recitati da Anita Verdacchi, il neo eletto sindaco dei ragazzi.

 

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