Creusa Brizi Bittoni, la storia e il futuro di un punto di riferimento per anziani e famiglie

Affetto e commozione. E’ stata numerosa e sentita la partecipazione del pubblico all’iniziativa di ieri pomeriggio al Teatro degli Avvaloranti di Città della Pieve, dove l’evento per la trasformazione da Ente Morale in Fondazione della Residenza Protetta “Creusa Brizi Bittoni” si è rivelato un incontro emozionante, anche grazie alla proiezione delle immagini di tenerezza e di assistenza che sono il simbolo dell’attività del centro. Le Operatrici Socio Sanitarie, Marcella Cianfrini e Emanuela Fiorito, attraverso la loro testimonianza, hanno reso la platea partecipe dei sentimenti ed emozioni che si vivono quotidianamente in un ambiente particolare, dedicato e sensibile alle “fragilità”. Momenti che hanno dato il senso di una professione e della vita all’interno di una casa di riposo.

Una manifestazione che è stata anche occasione di conoscenza delle attività e dei risultati conseguiti di cui il Direttore Sanitario, Giuseppe Menculini, ha dato dimostrazione (attraverso statistiche che hanno evidenziato la qualità dei servizi) di come negli anni si siano ad esempio ridotti significativamente i casi e le giornate di ricovero in strutture ospedaliere per gli ospiti della Residenza Protetta. Una attestazione tangibile che le cure e le misure di prevenzione adottate hanno mostrato una provata efficacia. Accanto ai dati anche i riconoscimenti, molteplici, con cui la Creusa entra sovente nel novero delle Residenze prese ad esempio per sperimentazioni, studi e valutazioni in ambito nazionale.

A presentare la trasformazione in Fondazione il Presidente, Vincenzo Cappannini, il Sindaco, Fausto Scricciolo, l’Assessore Regionale alla Sanità, Luca Barberini e Sua Eminenza il Cardinale Gualtiero Bassetti, Vescovo della diocesi di Perugia e Città della Pieve.

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La presentazione del Presidente, completa ed esaustiva, ha ripercorso la storia della Residenza Protetta, i passaggi che hanno portato alla trasformazione e le motivazioni della scelta, ha puntualizzato l’attenzione sui progetti futuri di ampliamento e sulla necessità che si adeguino le rette di convenzionato dei posti con la Regione, oramai ferme da 10 anni. Ma soprattutto si è fatto carico di trasmettere lo spirito e le finalità che caratterizzano la struttura e che negli anni l’hanno caratterizzata.  Una relazione con cui ha voluto mostrare quello che ha definito il “compimento di una missione” che a suo tempo gli era stata assegnata in cui il riferimento principale è stato “La persona prima di tutto”. Questo fa capire dinamiche, relazioni, metodi di lavoro, rapporti di una equipe che, interamente presente in platea, non può che sentirsi orgogliosa di questa appartenenza. Da qui la comunicazione dell’avvio dell’iter per il riconoscimento di Onlus e la sottolineatura che le previsioni statutarie accrescono in maniera inscindibile il legame con la Città. 

Una struttura di qualità finisce poi col diventare anche l’orgoglio di una intera Città e dalle parole del Sindaco è scaturito questo. Un sentimento di profonda riconoscenza e affetto che lega i pievesi alla Loro Casa di Riposo, una struttura che custodisce e sorveglia con amore i propri cari. 

La trasformazione, pienamente condivisa, in fondazione che mantiene il forte legame con la Città attraverso le rappresentanze che si accrescono anche della consulta. La richiesta forte, alla Regione, affinché si ricostruisca un clima di fiducia recuperando quei tanti crediti che Città della Pieve ha accumulato nel tempo a causa della sua collocazione geografica e di decisioni non sempre equilibrate. L’invito a scelte appropriate, al riconoscimento di un ruolo della Città nella cura delle cronicità, al potenziamento dei servizi, al rafforzamento di strutture che hanno una storia, che hanno numeri e qualità, come appunto è il caso della Creusa  Brizi Bittoni.PAE_4509_2

L’assessore Barberini ha riconosciuto queste qualità e si è soffermato a lungo sulla necessità di affrontare la cronicità portando i servizi il più possibile vicino all’utente ed evidenziando come già il 70% della spesa sanitaria sia destinata in tali cure, dato peraltro avviato ancora a crescere. Ciò comporta una programmazione ed una previsione e gestione mirata delle risorse che deve tenere conto dell’aumento del costo della vita e di conseguenza occorre farsi carico dell’aumento delle rette riconosciute per i posti convenzionati, tematica la cui discussione nelle sedi regionali non può essere ulteriormente rinviata.

Questa annotazione ha consentito a Sua Eminenza il Cardinale di esprimere parole di speranza sul futuro della struttura e sulla sua capacità di mantenere nel tempo quelle caratteristiche che l’hanno portata ad avere la massima considerazione per la qualità dei servizi offerti. Speranza che, con la sua naturale semplicità e spontaneità ha diffuso tra tutti i partecipanti. Soffermatosi poi sulla qualità dei servizi offerti il presidente della Cei, monsignor Gualtiero Bassetti ci ha fatto riflettere su come tali strutture sono destinate a persone che vivono uno dei momenti più fragili della loro esistenza che, come ci ha appunto ricordato, assomiglia alla fase di inizio della nostra vita, quando nell’infanzia e nell’adolescenza siamo in una condizione di dipendenza da qualcuno che si prende cura di noi. Se poi quel qualcuno lo fa con amore ed attenzione tutto diventa più facile. Una società che vuole crescere ed essere più giusta non può che favorire e ricercare che ciò avvenga. Strutture che assolvono a tale missione servono a questo come è il caso della Residenza Protetta “Creusa Brizi Bittoni”.PAE_4559_2

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