“Plastic free” ognuno faccia la sua parte

Ce la faremo a liberarci della plastica usa e getta e delle bottiglie di plastica entro il 2021 ?

Dopo che il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di messa al bando di articoli in plastica monouso come piatti, posate, bicchieri cotton-fioc, cannucce e miscelatori per bevande, spetterà al Consiglio di dare via ai negoziati per il testo finale. 

E’ impensabile continuare a rimanere inermi di fronte a questo problema planetario. La dispersione in mare di plastica non è più sostenibile. L’inquinamento che ne deriva non finisce solo per danneggiare in modo irreparabile il mare e chi lo popola. oltre i danni che per l’economia, visto che per l’uomo il mare è anche risorsa alimentare, gli effetti dell’inquinamento finiscono per avere ricadute anche sulla salute umana . 

Ragioni più che valide per avviare un processo che ci liberi prima possibile dalla plastica monouso. Nell’ attesa dei provvedimenti che verranno adottati dall’UE anche nel nostro comune abbiamo intenzione di affrontare il problema e sull’argomento l’Assessore all’Ambiente e Paesaggio del nostro Comune, Catia Buiarelli, promuoverà degli incontri con operatori economici ed associazioni per valutare e concordare le possibili azione da intraprendere.

La lista dei prodotti che si dovrebbe arrivare a vietare è particolarmente corposa ed è stata ulteriormente arricchita dal Parlamento Europeo: non solo posate, piatti, bicchieri e cannucce, ma anche cotton-fioc, bastoncini mescola bevande e bastoncini da palloncino. Altri tipi di oggetto ( ad esempio assorbenti e salviette umidificate dovranno riportare etichettatura ad hoc con informazioni sullo smaltimento).  Gli stessi contenitori per bevande in plastica saranno ammessi solo se i tappi e i coperchi sono attaccati al contenitore mentre per contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica è previsto l’obbligo di riduzione. 

Si punta, entro il 2025, anche a ridurre del 50% il consumo dei filtri di sigaretta contenenti plastica. I mozziconi, seppur piccoli, sono particolarmente molto inquinanti e una cicca può metterci fino a dodici anni per disintegrarsi.

Sotto la lente anche le attrezzature da pesca, che rappresentano il 27% dei rifiuti sulle spiagge europee nonché gli oggetti su cui non esistono alternative ad esempio le scatole monouso per hamburger e panini, i contenitori alimentari per frutta e verdura, dessert o gelati che dovranno essere ridotti  insieme alle bottiglie di plastica.   Un ulteriore traguardo sempre incluso nell’auspicato provvedimento in corso di approvazione al Consiglio degli Stati Membri è  l’obbligo per i produttori di alcuni oggetti  (ad esempio involucri, filtri per sigarette, salviette umidificate) di farsi carico dei costi relativi alla raccolta dei rifiuti derivanti dall’uso dei loro prodotti. 

La messa al banco da parte del Parlarmento Europeo della plastica monouso si affianca alla proposta di modifica UE sull’acqua potabile per ridurre l’impiego degli imballaggi in plastica. La direttiva 98/83/Ce ha l’obbiettivo di incentivare il consumo dell’acqua del rubinetto e conseguentemente ridurre il consumo dei materiali plastici impiegati per gli imballaggi.   

In particolare la riforma  si pone diversi e importanti obiettivi:

  • incentivare un maggior consumo di acqua potabile attraverso la creazione di fontane pubbliche e facilmente accessibili;
  • incoraggiare la somministrazione gratuita o a basso costo dell’acqua del rubinetto da parte di ristoranti, mense e servizi di catering;
  • adottare misure idonee per fare in modo che i gruppi emarginati e più vulnerabili abbiano accesso all’acqua potabile;
  • fornire al consumatore un’informazione più trasparente e dettagliata, soprattutto quando certi parametri posti a tutela della salubrità dell’acqua vengono superati;
  • ridurre il “numero di bottiglie di plastica in circolazione accrescendo la fiducia delle persone nella qualità dell’acqua di rubinetto” per tutelare l’ambiente e far risparmiare le famiglie.

Nel frattempo è opportuno diffondere la conoscenza per una corretta informazione delle buone pratiche oggetto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare.

  • Non abbandonare la plastica sulle nostre spiagge e nei nostri mari
  • Smaltire la plastica nella raccolta differenziata
  • Eliminare l’uso di piatti e bicchieri di plastica monouso
  • Usare una borraccia o una brocca di acqua di rubinetto
  • Evitare dentifrici e scrub che possono contenere microplastiche
  • Usare buste riutilizzabili per fare la spesa
  • Evitare di acquistare alimenti avvolti in imballaggi di plastica
  • Non usare pellicole di plastica per conservare il cibo, preferire contenitori riutilizzabili, meglio se non in vetro
  • Bandire, se possibile, le cannucce di plastica 
  • Privilegiare le fibre naturali rispetto a quelle artificiali
  • Non pensare che la plastica monouso sia necessaria , non è vero

Con le buone pratiche potremmo non arrivare impreparati al mutamento  ed iniziare nei confronti nostri e del nostro vicino una sensibilizzazione tesa a ridurre la dispersione nell’ambiente di prodotti di plastica.

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