Sanità a Città della Pieve e nel Trasimeno

Il prossimo 26/7 si dibatte in Consiglio di Stato il ricorso presentato dall’Azienda USL Umbria 1 contro la sentenza del Tar dell’Umbria che ha disposto la riapertura del Pronto Soccorso di Città della Pieve. Sta per concludersi la vicenda giudiziaria aperta dal ricorso del Comune di Montegabbione contro la Delibera della stessa USL che disponeva la chiusura dell’ospedale.

Ho sempre affermato che un ospedale che non funziona e non ha alcuna possibilità di rilancirasi non ha nemmeno ragione di esistere, anzi può solo fare danni, ed il nostro era divenuto oramai purtroppo superato da molti anni. La riconversione/riqualificazione era divenuta l’ultima occasione per ridare una funzione ed un futuro  alla struttura sanitaria attraverso il potenziamento di alcuni servizi, l’apertura della riabilitazione, una valida attività ambulatoriale e specialistica, una nuova attività di diagnostica con l’implementazione della risonanza magnetica in sede fissa. 

Premessa essenziale a questo processo era però il mantenimento di un efficiente servizio di emergenza urgenza. A fronte degli iniziali impegni e con una, quantomeno, parziale lettura del nuovo D.M. 70/2015, la Regione ha riorganizzato il sistema di Emergenza/Urgenza attivando un nuovo servizio in sostituzione del Pronto Soccorso che da subito si rileva incapace di affrontare in modo efficiente la richiesta. Le modifiche nel frattempo introdotte migliorano in parte la qualità ma per Città della Pieve rimane imprescindibile la riconferma di un Pronto Soccorso funzionale ed autonomo e che sia collegato operativamente con Perugia.

Auspichiamo fermamente che il Consiglio di Stato si pronunci per la riapertura del nostro Pronto Soccorso a dimostrazione che in uno stato diritto i diritti fondamentali vengono ancora riconosciuti. Se così non sarà continueremo lo stesso la nostra battaglia per ottenere le giuste modifiche al Piano Sanitario Regionale chiedendo ciò che il Comune di Città della Pieve ha chiesto da sempre come gli atti dimostrano nonostante la cattiva comunicazione di questi anni di cui siamo i primi responsabili.

Qualunque sia la sentenza questa non risolverà però i problemi dei servizi sanitari del Trasimeno. I modelli sanitari sono in continua trasformazione per questo debbono evolversi per adeguarsi alle nuove esigenze e necessità della popolazione. La riorganizzazione sanitaria del Trasimeno è ferma alla Delibera di Giunta Regionale n. 1283 del 19/11/2013 con cui, a fronte del finanziamento statale di cui all’ex art. 20 della L. 1283/88 che dimezzavano le risorse statali (da 17,5 a 8,8 mln.  – cosa non avvenuta per Narni-Amelia e per Terni)  si tagliavano anche quelli aziendali (previsti inizialmente in c.ca 18 mln. + 1,4 dalla Regione). 

Da allora si è modificata la programmazione regionale ed i piani sanitari e si è sostituito l’Ospedale Unico del Trasimeno (ancora citato nell’accordo di programma del 2013) con un potenziamento dell’Ospedale di Castiglione del Lago (5,1 mln + 2,2 di attrezzature), la chiusura e riconversione di quello di Città della Pieve  (1,6 mln + 0,8 di attrezzature). Anche se le cifre sono state nel tempo riviste con lievi ritocchi, non è mai mutato sostanzialmente il quadro degli interventi e sia la riqualificazione di Castiglione del Lago che quella di Città della Pieve procedono troppo lentamente con una situazione dei servizi sanitari nell’area del Trasimeno al momento in forte contrazione. 

Si attendevano potenziamenti delle attività e delle prestazioni domiciliari, l’ampliamento dell’offerta specialistica ambulatoriale, l’apertura di nuovi servizi. Così non è e crescono quotidianamente le sollecitazioni dalla popolazione che chiede e pretende servizi efficienti e vicini, abbattimento delle liste di attesa, prestazioni e risposte adeguate. Alla mancata realizzazione dell’Ospedale Unico, che doveva essere la soluzione definitiva in una prospettiva costruita e maturata in anni ed anni di confronti e valutazioni, non sono state al momento prodotte valide alternative.

Il D.M. 70/2015 ha introdotto criteri e standard ben precisi che imponevano una revisione del quadro di programmazione per garantire, anche in questo territorio, un servizio sanitario qualificato con un sufficiente numero di posti letto per acuzie e post acuzie (175 + 41 in base allo standard previsto di 3,7 p.l. ogni 1000 abitanti), un servizio di emergenza urgenza efficiente e funzionale, una rete di servizi per la post acuzie, per l’assistenza domiciliare e per le prestazioni ambulatoriali. Si è invece continuato nel programma di riqualificazione precedentemente avviato senza modifiche sostanziali.  Anzi, con riduzione dei posti per acuti (la medicina per esempio è passata dai 37 posti del 2016 ai 26 attuali ed il plesso di Castiglione del Lago potrà contare a fine lavori solamente su 65 posti letto).  Tutto questo mentre si assiste ad una condizione di sovraccarico e sovraffollamento del Silvestrini. 

Tale situazione necessità di una ponderata revisione del quadro dei servizi in questa area al fine di renderli conformi alle norme approvate in conferenza Stato Regioni “Patto della Salute 2014-2016 ed il DM 70/2015” (nuovi standard ospedalieri). E’ necessario procedere rapidamente al completamento della riqualificazione avviata, considerandola peraltro come una fase temporanea e transitoria in previsione di un futuro recupero del progetto di Ospedale Unico del Trasimeno, questo si capace di assolvere completamente alle necessità di quest’area il cui bacino, integrato dai comuni limitrofi non serviti da in modo agevole da altre strutture sanitarie, raggiunge una popolazione di circa 80000 abitanti.

Il SINDACO

Fausto Scricciolo

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